Territorio

 
 
 

ECCO A VOI IL SINIS

Qui fauna, flora e tramonti mozzafiato creano un contesto magico nel nostro territorio, dove natura e mare si sposano in armonia per una vacanza che ha il sapore di altri tempi.

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Le Spiagge

L’albergo Residenziale Menhirs si trova nel cuore del Sinis in una lingua di terra tra lo stagno di sale Porcus e il mare; grazie alla sua posizione strategica permette di raggiungere tutte le spiagge più belle e incontaminate della costa ovest della Sardegna in pochi minuti:

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I Giganti di Mont’e Prama

I Giganti di Mont’e Prama (in sardo Sos Zigantes de Mont’e Prama) sono sculture nuragiche scolpite a tutto tondo. Spezzate in numerosi frammenti, sono state trovate casualmente in un campo nel marzo del 1974 in località Mont’e Prama, a Cabras, nella Sardegna centro-occidentale.

Le statue sono scolpite in arenaria gessosa locale e la loro altezza varia tra i 2 e i 2,5 metri. Dopo quattro campagne di scavo effettuate fra il 1975 e il 1979, i 5.178 frammenti rinvenuti – tra i quali 15 teste, 27 busti, 176 frammenti di braccia, 143 frammenti di gambe, 784 frammenti di scudo – vennero custoditi nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Cagliari per trent’anni, mentre alcune tra le parti più importanti furono esposte nello stesso museo. Insieme a statue e modelli di nuraghe furono ritrovati anche diversi betili del tipo “oragiana”, in genere pertinenti a una o più tombe dei giganti.

Le sculture ricomposte sono risultate in totale trentotto, suddivise in cinque arcieri, quattro guerrieri, sedici pugilatori, tredici modelli di nuraghe. A seconda delle ipotesi, la datazione delle statue oscilla dall’VIII secolo a.C. al IX o addirittura al X secolo a.C., ipotesi che potrebbero farne fra le più antiche statue a tutto tondo del bacino mediterraneo, in quanto antecedenti ai kouroi della Grecia antica, dopo le sculture egizie.

Per ulteriori informazioni sul territorio visita gigantidelsinis.it

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Curiosità

Nell’oasi di Sale Porcus i fenicotteri si nutrono di molluschi, insetti acquatici e piccoli crostacei.

Ed è proprio da questi ultimi, soprattutto dal piccolo gamberetto rosa Artemia salina, che ottengono i carotenoidi, cioè i pigmenti che conferiscono alle penne il caratteristico colore.

Anche le artemie, peraltro, si procurano i pigmenti tramite l’alimentazione, e concentrano sulla loro corazza quelli presenti nelle alghe di cui si nutrono. La colorazione della livrea dei fenicotteri dipende dunque dalla quantità di microcrostacei ingeriti, e varia dal bianco al rosa più o meno intenso.

I carotenoidi però col tempo si degradano, e le penne cadute durante la muta perdono in breve il loro tipico colore. I trampolieri poi si nutrono in una maniera insolita: camminano lentamente, con la testa immersa, e il becco, dotato di una sorta di filtro, è agitato sotto il pelo dell’acqua: il nutrimento resta intrappolato, mentre l’acqua viene espulsa.